ecobiocontrol

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Esperimenti e teoria

utente01
Wed, 09 Jun 2021 14:04:05 GMT

Ciao Fabrizio. Avrei alcune questioni da sottoporti sui prodotti per capelli: 1) I condizionanti cationici usati in balsami e maschere per capelli teroricamente sono sostanze che avvolgono e rimangono appiccicati ai capelli oppure si lavano via completamente ad ogni lavaggio senza lasciare residui? 2) I tensioattivi anionici e cationici hanno rispettivamente carica negativa e positiva; mescolarli significherebbe annullare le rispettive cariche e quindi il composto non laverebbe né districherebbe. In merito vorrei chiedere una informazione: l'annullamento complessivo di TUTTE le cariche (negative e positive) avverrebbe solo quando le molecole degli anionici fossero della stessa quantità delle molecole di cationici oppure le cariche si neutralizzerebbero anche con quantità molto difformi? Per esempio cosa accadrebbe se unissimo una alta quantità di shampoo (contenente anionici tipo il sarcosinato o SLS come tensioattivo primario) e una piccola quantità di balsamo (contenente cationici)? È possibile che si annullerebbero reciprocamente solo tante molecole di anionici quan te quelle dei cationici presenti nel composto mentre le molecole di anionici residuali manterrebbero la carica negativa e quindi una capacità lavante? Ancora più esplicitamente: se mischio shampoo e balsamo e ci sono 100 molecole di anionici e 30 di cationici, le 70 molecole di anionici residuali conserverebbero le proprie peculiarità chimiche di detergenza?

utente01
Mon, 06 Dec 2021 13:30:22 GMT

Ciao Fabrizio ho de 1) In base alle mie porve l'appiccicosità dei glucosidi può comunque essere neutralizzata dal rapporto di questi con anfoteri e anionici. Insomma conta la base lavante nel suo complesso. Confermi? 2) Glutammato vs Sarcosinato. Il glutammato è davvero un anionico più delicato del Sarcosinato oppure a livello di capacità sgrassante li metti sullo stesso piano? 3) Proporzioni fra anionici : anfoteri : non-ionici. Secondo te sarà più delicato un rapporto 1:1:1 oppure 2:1:1? 4) Guardo l'inci di questo shampoo: aqua, lauryl glucoside, rosa damascena flower water, tilia vulgaris water, glycerin, sodium cocoamphoacetate, decyl glucoside, lippia citriodora water, sodium cocoyl glutamate, sodium lauryl glucose carboxylate, glyceryl caprylate, leuconostoc/radish root ferment filtrate, coco-glucoside, glyceryl oleate, lactic acid. Innanzittutto lo trovavo molto sgrassante per i miei capelli quindi i tensioattivi non erano ben bilanciati. Ma soprattutto era pesantissimo sulle radici, era difficilissimo formare schiuma e non si risciacquava bene. Secondo te da cosa dipendeva?

Fabrizio ecobiocontrol
Mon, 06 Dec 2021 14:33:17 GMT

Beh, ti sei autorisposto benissimo, ma per ricapitolare: 1) sì, assolutamente, bisogna essere bravi (cioè provarci con molta pazienza) ma sì! 2) Sono molto simili ma attenzione che dipende molto dall'alcol su cui sono montati. Io li ho sempre considerati molto vicini anche se mi piace di più lavorare con il sarcosinato. 3) più delicato il 1:1:1 ma anche più ostico all'uso. Meglio allora il 2:1:1 4) lo hai detto tu: " i tensioattivi non erano ben bilanciati." esatto! Ciao Fabrizio

utente01
Tue, 07 Dec 2021 12:51:04 GMT

Ti ricordi quando ti parlavo delle prove per un olioshampoo, che rimaneva pesante? Ecco, anziché usare i miei tensioattivi, provai a riciclare questo prodotto troppo aggressivo. Se l'aggressività veniva lenita da dosi adeguate di olio, invece la pesantezza era una caratteristica permanente. Così ho sospettato di quegli idrolati. Tre addirittura! Secondo me anche quegli idrolati davano anche loro un contributo in pesantezza. Secondo me idrolato ed estratti vegetali negli shampoo servono solo a sporcare. Anche per questa ragione dovrò riprovare l'olioshampoo partendo dai singoli ingredienti anziché dal prodotto finito. > @Fabrizio ecobiocontrol > più delicato il 1:1:1 ma anche più ostico all'uso. 1) Ti riferisci alla maggiore difficoltà di schiumare e spandersi? In tal caso secondo me si può compensare con una buona tecnica manuale. 2) Avrei una mia curiosità sulle basi lavanti degli shampoo da supermercato. Dall'inci noi non possiamo sapere le proporzioni fra i tensiattivi. Facendo un discorso mooolto generale, quali proporzioni vengono comunemente usate fra anionici : anfoteri : non-ionici?

Fabrizio ecobiocontrol
Tue, 07 Dec 2021 13:35:00 GMT

In realtà non sono né gli idrolati né gli estratti in quanto tali ad appesantire, ma i solventi usati per le estrazioni, generalmente sono glicole propilenico o glicerina. Per le proporzioni dei prodotti di largo consumo, direi 10 parti di anionico, 1-2 parti di anfotero e altrettanto di nonionico. Ciao Fabrizio

utente01
Fri, 10 Dec 2021 11:01:50 GMT

Pensa che proprio nei prossimi giorni avevo intenzione di fare una piccola quantità di shampoo senza glicerina per verificare nella pratica le differenze. Ad ogni modo considera che io ne uso davvero poca, non oltre il 2%.

Fabrizio ecobiocontrol
Mon, 13 Dec 2021 18:44:39 GMT

In effetti il 2% non è molto ma vedrai che un po' i capelli li appesantisce. Ciao Fabrizio

utente01
Tue, 14 Dec 2021 14:38:49 GMT

Sulla presenza/assenza di glicerina ti aggiorno quando avrò terminato gli esperimenti. Al momento noto pro e contro, ma è ancora presto per arrivare a delle conclusioni!

utente01
Thu, 16 Dec 2021 01:31:38 GMT

Indicativamente tu usi la glicerina negli shampoo? Se sì a quali %?

Fabrizio ecobiocontrol
Thu, 16 Dec 2021 16:00:32 GMT

Io uso la glicerina in alcuni shampoo particolari in cui non voglio che ci sia neppure l'ombra di conservanti. Allora salgo anche fino al 20 - 30% per far inglobare l'acqua alla glicerina e rendere il prodotto come se fosse anidro e dunque inattaccabile dai microrganismi. In uno shampoo normale invece mi fermo all'1, massimo 2%. Ciao Fabrizio

utente01
Fri, 17 Dec 2021 00:52:53 GMT

> @Fabrizio ecobiocontrol > Io uso la glicerina in alcuni shampoo particolari in cui non voglio che ci sia neppure l'ombra di conservanti. Allora salgo anche fino al 20 – 30% Immagino che questi shamppo non siano proprio per tutti perché dovrebbero essere parecchio pesanti. Giusto?

Fabrizio ecobiocontrol
Fri, 17 Dec 2021 12:54:51 GMT

Giusto! Ma delle volte si deve ricorrere a questi metodi per evitare i conservanti. Poi si deve anche sottolineare il fatto che se risciacqui per bene, la pesantezza si riduce moltissimo. Fatto non secondario. Cioè la glicerina non è fatta per legarsi ai capelli come moltissimi condizionanti sintetici ed è molto solubile in acqua quindi se si risciacqua con cura si risolve. Ciao Fabrizio

utente01
Tue, 28 Dec 2021 23:38:42 GMT

Aggiornamento risultati esperimenti presenza/assenza della glicerina nello shampoo. I risultati sono schiaccianti: la glicerina ha tante ottime qualità sulla pelle, ma sui miei capelli non serve a una mazza, anzi fa è anche dannosa. Ho provato al 2%, 1% e 0%. I miei capelli sono molto particolari, li devo lavare tutti i giorni, mal sopportano gran parte degli ingredienti che sedimentano o hanno un alto peso molecolare. Senza glicerina rimangono più leggeri e puliti. Inoltre ho notato una cosa incredibile: da quando li lavo senza glicerina e sono più leggeri, durante l'azione meccanica del lavaggio ne perdo una quantità incredibilmente inferiore! Non èun caso anche perché da sempre ho notato che più i miei capelli hanno residui e più ne perdo.

Fabrizio ecobiocontrol
Wed, 29 Dec 2021 12:12:52 GMT

... che ti dicevo, eh? che ti dicevo? ;) :) Ciao Fabrizio

utente01
Wed, 29 Dec 2021 22:40:39 GMT

Eh sì, avevi ragione!! 1) Se faccio una base lavante composta da solo anionici ad esempio sodium coco-sulfate + sarcosinato + glutammato, la capacità sgrassante complessiva è data dalla somma dei tre anionici (quindi avrò un prodotto più sgrassante) oppure i tre anionici si contrastano a vicenda esattamente come accade fra un anionico e un anfotero? 2) I flaconi e i contenitori di plastica non si possono sterilizzare a 100°. Quali accortezze possono usare igienizzare correttamente i contenitori allo scopo di riusarli continuamente e non adoperare nuova plastica? 3) La conservazione degli ingredienti è un tema importante. Gli ingredienti hanno un costo e scoccia dover buttarli quando non si è fatto in tempo a finirli prima che siano inutilizzabili. E' un'idea sensata mettere tutti gli ingredienti (liquidi e polveri, tensioattivi, emulsionanti, cere, attivi come allantoina, arbutina, vitamine, ecc....) dentro una vaschetta grande plastica, chiudere con coperchio, e metterla in frigo?

Fabrizio ecobiocontrol
Sat, 01 Jan 2022 21:13:03 GMT

1) se usi solo anionici caricherai capelli e pelle di cariche negative e non riuscirai più a pettinare i capelli perché andranno da tutte le parti. Una betaina ci deve essere sempre. Qualche nonionico, senza esagerare, pure. No, il potere lavante non è la somma dei vari componenti, le interazioni sono infinitamente più complesse e direi che sono anche spesso difficilmente programmabili, serve la R&D quindi molta molta pazienza e molti molti campioni. 2) Perché non si possono sterilizzare a 100°C? Io li sterilizzo tranquillamente senza problemi. 3) La cosa migliore da fare è mettere il cosmetico in una vaschetta per fare i cubetti di ghiaccio e metterla in congelatore, una volta alla settimana tiri fuori quello che ti serve e sei a cavallo. Ciao Fabrizio

utente01
Mon, 03 Jan 2022 21:51:38 GMT

Naturalmente non farò mai un detergente con soli anionici. Ma mi è capitato di vederne alcuni per la cura della persona al supermercato e mi chiedevo quale criterio avesse. Molto interessante il discorso sulle interazioni complesse. 1) Io metto tutto nell'acqua che bolle a 100°. Ma non oggetti e contenitori di plastica perché ho sempre il grande timore che quel calore sia sufficiente a disciogliere anche solo piccole quantità di sostanze nocive che poi inevitabilmente finiscono nello scarico. Del resto se i cibi caldi sono soggetti a subire migrazioni di materia plastica quando vengono messi nei contenitori di plastica, mi sembrava ragionevole che lo stesso meccanismo accadesse in altri ambiti come questo. No? 2) Attualmente lo spazio del congelatore casalingo è tiranno e mi impedisce di poterlo utilizzare per questo scopo. Vediamo in futuro. Attualmente Il frigo può essere una soluzione di compromesso?

utente01
Thu, 13 Jan 2022 23:52:18 GMT

uppo e aggiungo anche 3) Spesso shampoo e bagnoschiuma hanno gli anionici come tensioattivi primari e anfoteri di contrasto, ma alcune volte mi è capitato di vedere il contrario cioè anfoteri come primari e anionici al secondo posto. Quale sarebbe la differenza pratica?

Fabrizio ecobiocontrol
Fri, 14 Jan 2022 18:06:14 GMT

1) mi sembrava ragionevole che lo stesso meccanismo accadesse in altri ambiti come questo. No? *Sì! Ma attenzione che i cosmetici, come gli alimenti, devono superare dei test di migrazione, soprattutto adesso che si usa molta plastica riciclata.* 2) In frigo dura meno ma certamente la proliferazione microbiologica viene rallentata molto. 3) Sì, è vero che ci sono detergenti composti solo da anfoteri e nonionici. Si tratta, in genere, di prodotti stranieri perché in altri paesi della UE ad esempio il termine "Sulfate" è visto malissimo. Quindi non lo si impiega. Ciao Fabrizio

utente01
Sat, 15 Jan 2022 19:41:05 GMT

Fabrizio, devi avere dei poteri paranormali di lettura della mente perché hai anticipato parzialmente una domanda che ti avrei fatto :) Probabilmente hai letto velocemente e hai visto non-ionici anziché anionici :) Riformulo: 1) Considera un detergente con un rapporto anionico-anfotero 3:1 e un detergente con un rapporto esattamente all'inverso 1:3. Fermo restando che poi incide anche quali tensioattivi specifici si usano (perché ad esempio c'è una bella differenza sodium coco-sulfate e glutammato), però facendo un discorso generale che differenza c'è fra i due? ho letto informazioni contrastanti. C'è chi sostiene che usare un anfotero (tipo una la betaina) come tensioattivo primario consente di ottenere sempre un detergente delicato; e chi sostiene che non c'è nessuna differenza fra ad esempio usare sles+betaina e betaina+sles a proporzioni inverse. 2) Sulle interazioni anionici/anfoteri anche dalle mie prove ho verificato che si contrastano a vicenda. Invece ho le idee un pochino meno chiare sui comportamenti dei non-ionici. Mi spego: i non-ionici vengono usati c ome tensioattivi di contorno per dare maggiore eudermicità o fluidità o viscosità a seconda di cosa adoperiamo. Però nelle specifico che tipo interazioni sussistono fra non-ionici/anionici? E quali fra non-ionici/anfoteri? Anche in questi due casi i tensioattivi si neutralizzano reciprocamente oppure avviene qualcosa di diverso? Grazie :)

Fabrizio ecobiocontrol
Mon, 17 Jan 2022 17:14:34 GMT

1) la differenza fondamentale tra la soluzione 3/1 e quella 1/3 è il potere lavante. La prima lava molto la seconda poco. L'opinione che hai riportato: "C'è chi sostiene che usare un anfotero (tipo una la betaina) come tensioattivo primario consente di ottenere sempre un detergente delicato" è vera! Ma siccome ti ho già fornito il metodo per controllare il potere irritante di un mix di tensioattivi, adesso potresti anche provarci e vedere se tra teoria e pratica c'è grande differenza o no. Che dici? 2) L'uso dei nonionici è infinito. Ci sono NI surgrassanti, altri che lavano tantissimo, altri pochissimo. Bisogna ragionare su singoli "sistemi" surfattanti altrimenti ci si perde. Per quanto riguarda le interazioni tra nonionici e anionici o anfoteri, la risposta è semplice: nessuna! O talmente insignificanti da non badarci. L'unica interazione degna di nota è l'influenza sulla viscosità di un prodotto. Se il nonionico è poco o nulla solubile in acqua la viscosità aumenterà moltissimo mentre se è solubile o molto solubile la viscosità calerà moltissimo. Ciao Fabrizio

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