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Anteprima schemino LAVASTOVIGLIE

carla13
Fri, 15 Jan 2021 15:10:45 GMT

Ciao a tutti, dalla bellissima collaborazione tra me e Dido, è nata la seconda puntata della serie "EcoBioCasa"! Prima di collocarla nel canale schemini, abbiamo pensato di lasciarla qui per qualche giorno affinchè possiate segnalarci eventuali correzioni/osservazioni/critiche. Buona visione!! *** LAVASTOVIGLIE *** Tutto quello che può servirci per un buon utilizzo: DETERSIVO: Premessa: I detersivi per lavastoviglie sono molto difficili da formulare e sono così tecnologici che devono impiegare sostanze moderne e non necessariamente amiche dell'ambiente come le intendiamo noi. Tuttavia ci sono aziende che si impegnano in questo senso e che quindi meritano di essere premiate per questo loro sforzo. I risultati arriveranno. La difficoltà nella formulazione sommata al difficile reperimento e gestione degli enzimi, sono le motivazioni per cui oggi non si è ancora riusciti a formulare un detersivo autoprodotto soddisfacente. liquido, polvere, tabs:  Il detersivo, che sia liquido, polvere o tab, va sempre inserito nell'apposita vaschetta (la lavastoviglie prima di iniziare il lavaggio esegue sempre un risciacquo quindi se c’è detersivo nel vano questo verrà espulso).  Il liquido è più delicato, rispetta maggiormente le stoviglie e non lascia residui, ma ha il difetto di disgregare più velocemente gli enzimi.  La polvere o la tab ha il pregio di utilizzare correttamente gli enzimi ma può lasciare residui, in questo caso controllare la portata d’acqua che arriva all’elettrodomestico.  Se la tab ha difficoltà a sciogliersi dividerla in due/tre parti.  Con il liquido è possibile inserire citrato di sodio sia liquido che in polvere (serve per addolcire ulteriormente l’acqua e migliorarne la performance). Si può inserire anche il percarbonato che brucia le macchie colorate (spinaci, pomodoro ecc). Il contatto con il liquido è talmente poco che non corre rischi di decomposizione.  Con la polvere e con la tab è possibile inserire citrato di sodio solo in polvere (il liquido decomporrebbe il detersivo all’interno della vaschetta), mentre è possibile inserire anche percarbonato aggiuntivo,  A 55 gradi è preferibile il liquido perché non lascia residui, a temperature superiori vanno bene tutti ed il lavaggio è migliore. dosi: Abbassare la dose consigliata o dividere a metà la tab diminuisce lo spreco, ma anche il potere lavante della lavastoviglie. Il formulatore, se è bravo, metterà in quella dose o in quella tab, tutto ciò che serve per un lavaggio ottimale. Siccome i tensioattivi, gli sbiancanti ed i sequestranti presenti in formula, sono stati calcolati per il trattamento di un carico d'acqua completo, mettendone meno o solo la metà, il rischio è che quell’acqua non sia addolcita a sufficienza. Il lavaggio in questo caso non sarà certo dei migliori. Meglio attenersi alle dosi consigliate. ENZIMI: Sono un grande aiuto nel lavaggio, “è come mettere il turbo ad una macchina” (Fabrizio) e per un buon lavaggio in lavastoviglie sono indispensabili. La loro caratteristica è quella di “predigerire” lo sporco e le sostanze lavanti hanno buon gioco per allontanare il tutto. Non si trovano in commercio e sono molto delicati da gestire. Gli enzimi sono diversi ed ognuno ha una funzione specifica, quelli che interessano a noi sono:  Amilasi: rimuovono macchie di prodotti contenenti amido come pasta, patate, sughi e cereali.  Lipasi: accelerano la scomposizione di macchie di grasso e unto.  Proteasi: rimuovono macchie e sporco derivato da varie proteine (uova, sangue ecc..).  Pectinasi: rimuovono macchie a base di pectina contenuta in confetture, gelatine, bacche e pomodori. SALE: Le lavastoviglie dispongono di uno scambiatore di ioni, cioè un tubo pieno di resine in cui l'acqua passandoci attraverso si libera dai sali. Quando queste resine sono sature, la soluzione di acqua e sale lava via calcio e magnesio imprigionati in esse. Questo fa sì, che l'acqua che entra in lavastoviglie sia dolcissima: fondamentale per un buon lavaggio. Perché sali di calcio e magnesio, oltre ad essere presenti nell’acqua di lavaggio, soprattutto se dura, sono diffusissimi anche negli alimenti (basti pensare al formaggio che di calcio ne ha una montagna) Quindi, per mantenere uno standard ottimale di addolcimento occorre:  rabboccare periodicamente la vaschetta del sale e non aspettare che si accenda la spia.  Utilizzare solo sale specifico per lavastoviglie e non da cucina (non è puro e compromette le resine).  Non lasciare senza sale la lavastoviglie troppo a lungo (le resine potrebbero deteriorarsi).  Non affidarsi al sale dei detersivi “tutto in uno” in quanto non contengono sale ma molecole che addolciscono. BRILLANTANTE: Pur essendo una soluzione a base di tensioattivi, Mammachimica -sul suo blog, lo definisce “un additivo e non un detersivo”. Definizione quanto mai appropriata perché: il brillantante in lavastoviglie non ha la funzione di lavare, ma di agevolarne l’asciugatura (funzione esattamente contraria a come siamo abituati a considerare i tensioattivi…). Ed è per questo che viene erogato dalla lavastoviglie durante l’ultimo risciacquo. La caratteristica di questo prodotto però, è che: per resistere al risciacquo, si lega alle stoviglie e questo farà sì che ce lo ritroveremo sopra una volta asciutte. A questo problema, per nulla secondario, va aggiunta l’aggravante della non eco sostenibilità della maggior parte dei tensioattivi impiegati. Anche sui prodotti eco o certificati Ecolabel. Essendo essi (nella maggior parte) etossipropossilati, non superano l’esame del nostro EcoBioDizionario. L’unica alternativa veramente ecologica è l’impiego di una soluzione di acido citrico al 20%. Rispetto al brillantante lascia le stoviglie più bagnate. Un rimedio possibile è quello di aumentare la temperatura del lavaggio, il calore accumulato dalle stoviglie aiuta l'asciugatura. La soluzione di acido citrico la si versa nell’apposito cassettino al posto del brillantante.  Ricetta EBC: Si sciolgono 200 gr di acido citrico in 800 gr di acqua demineralizzata. PRETRATTARE:  Se si è costretti a lavare/risciacquare le stoviglie prima di inserirli, tanto vale lavarli a mano.  Se la lavastoviglie non viene avviata tutti i giorni, togliere i residui grossi (se ci sono), far fare un risciacquo alla lavastoviglie solo con acqua e tenere lo sportello chiuso fino all’avvio. DETERSIVI “TUTTO IN UNO”: Sono detersivi che, oltre ai componenti del lavaggio, contengono brillantante e sale. Sul forum ci si è chiesti se queste due sostanze (brillantante e sale) sono, o no, sostitutive del brillantante e del sale contenuti negli appositi cassettini in lavastoviglie. Problemi e dubbi riscontrati: 1. Brillantante: quantità in dose e problema sulla sostenibilità. Come abbiamo visto, il brillantante è sostanzialmente un additivo a base di tensioattivo che la lavastoviglie eroga durante l’ultimo risciacquo. Questo, posandosi sulle stoviglie, fa scivolare via l’acqua e lo scivolamento dell’acqua determina lucentezza e perfetta l’asciugatura delle stoviglie medesime. Ora, volendo ottenere lo stesso risultato con un brillantante contenuto in un detersivo “tutto in uno”, la cui caratteristica è quella di essere immesso in lavastoviglie durante il lavaggio: la dose o la tab dovrà contenere una quantità molto alta, ma molto alta, di tensioattivo. Una quantità tale da consentigli di rimanere sulle stoviglie anche dopo il lavaggio ed i risciacqui vari. Tutto questo in una dose consigliata o una tab da 16 – 18 grammi…. Dalla scheda INCI apprendiamo anche che: i tensioattivi e le sostanze accessorie impiegati in formula sono pessimi. PEG 75 (Verso Natura), Trideceth4 (Winni’s), Ceareteth-7 (Viviverde) sono PEG! Ma la cosa più sconcertante è la dimensione della parte grassa di queste sostanze, che appunto -in funzione della loro dimensione, tendono ad attaccarsi alle branchie dei pesci fino a soffocarli. Quindi, se il detersivo ha funzionato e la quantità in dose è stata corretta, avrò: stoviglie brillanti con sopra una PEG inquietante per la mia salute (quanto ne rimarrà in un bicchiere, esempio?) e un danno enorme all’ambiente. Questo se tutto finisce lì. Se invece, per abitudine, per scelta o perché ci si è dimenticati, si è mantenuto attivo il cassettino del brillantante con la soluzione di acido citrico, la lavastoviglie -all’ultimo risciacquo, automaticamente eroga la soluzione su tutte le stoviglie neutralizzandole. Cioè riportando il ph alla neutralità (niente più forchette e coltelli con striature violacee). Non c’è nulla di meglio dell’acido citrico per spazzare via residui di tensioattivi: bicchieri, piatti ed il resto delle stoviglie tornano ecologici. E l’ambiente? Oltre al danno la beffa: i nostri pesciolini si sono visti rovesciare in testa una serie di sostanze tanto inquinanti e dannose, quanto inutili. Il paradosso è che questi detersivi forniscono un servizio (vale anche per il sale) che la lavastoviglie offre già. Con la differenza che: con la lavastoviglie posso scegliere (brillantante o acido citrico), con questo detersivo no. E il discrimine sta tutto qui! 2. Sale. Nonostante sulle confezioni si trovi scritto: “funzione ottimale in assenza di sale (spia accesa - serbatoio vuoto)”, l’addolcimento dell’acqua avviene attraverso molecole addolcenti e non dal sale. Questo non vuol dire che non si possa avere un buon addolcimento dell’acqua. Il problema consiste nel fatto che a differenza del sale, le molecole addolcenti non passano per lo scambiatore di ioni. Dentro il quale troviamo le resine atte allo scambio ionico. Il non passaggio del sale, farà sì che le resine non potendosi liberare da eventuali residui magnesio e calcio – che nel tempo comunque potrebbe formarsi, finirebbero inevitabilmente per deteriorarsi. E quindi arrecare danno alla lavastoviglie stessa. SOLUZIONE PROBLEMI: BICCHIERI rigati, opachi, aloni bianchi, corrosi. Dopo frequenti lavaggi i bicchieri potrebbero irrimediabilmente rigarsi, opacizzarsi, presentare aloni bianchi diffusi che nella maggior parte dei casi non si tolgono. I motivi per cui questi problemi si manifestano potrebbero essere: 1) Un eccesso di calcare e magnesio dovuto ad acqua molto dura, 2) mancanza di sale o sale inappropriato in vaschetta, 3) assenza di brillantante (In questi 3 casi si può provare a rimediare: si prendono 100 grammi di acido citrico, si sciolgono in 5 litri d'acqua posta dentro una bacinella e vi si immergono i bicchieri per una notte intera. Se il mattino seguente il problema non è risolto, le cause sono dovute ai punti successivi). 4) L’acqua utilizzata contiene della silice: per accertarsene, si può ricorrere al gestore che è certamente in possesso di queste informazioni e, siccome è pubblico, abbiamo tutto il diritto di saperlo. 5) Il detersivo ha un contenuto di sequestranti NON sufficiente a togliere dall’acqua tutti i Sali, ne rimangono molti e finiscono con il fissarsi sui bicchieri. Sia in questo che in quello della silice, diventa indispensabile aggiungere al detersivo un cucchiaio di citrato di sodio se in polvere o 30 ml se liquido. 6) Detersivo troppo caustico o troppo alcalino, potrebbe corrodere il vetro irrimediabilmente. La soluzione di acido citrico come brillantante potrebbe aiutare a neutralizzare l’alcalinità del detersivo, ma non sempre è sufficiente. Meglio optare per detersivi più dolci oppure intervenire sulle dosi. 7) Vetro dei bicchieri di scarsa qualità. RIGHE BIANCHE NELLE PENTOLE: Sono righe che si formano durante la bollitura dell'acqua e che la lavastoviglie non riesce a togliere. Il detersivo è scarso di sequestranti, occorre aggiungere un cucchiaio di citrato di sodio se in polvere, liquido 30 ml. ODORE DI FRESCIN (O DI CANE BAGNATO): E’ l’odore che resta sulle stoviglie pulite dopo averle utilizzate per cucinare uova o pesce. Il rimedio migliore è spruzzarle con lo spruzzino igienizzante (schemino “pulizia casa”). Funziona anche passandoci sopra il succo del limone. CURA LAVASTOVIGLIE: Sono detergenti che servono per la pulizia profonda e periodica della lavastoviglie. Essendo, il più delle volte, scarsamente eco-compatibili, si consiglia:  Lavaggio normale – ricetta EBC ogni settimana/10 giorni a temperatura dai 50 gradi in su con: n. 2 cucchiai di percarbonato di sodio 1/2 cucchiaino scarso di detersivo piatti (tenere sotto controllo la schiuma – se troppo abbassare il d.p.)  Lavaggio strong – ricetta EBC ogni settimana/10 giorni a temperatura dai 50 gradi in su con: n. 1 +1,2 cucchiai di percarbonato di sodio 1/2 cucchiaio di Soda Solvay 1/2 cucchiaino scarso di detersivo piatti (tenere sotto controllo la schiuma – se troppo abbassare il d.p.) Qualora si verificassero problemi di calcare, o non si utilizzasse acido citrico come brillantante, alternare il trattamento con:  Lavaggio con acido citrico – ricetta EBC 2 cucchiai colmi al posto del detersivo e fare un ciclo a vuoto a 40°. Fare poi seguire un normale lavaggio per consentire all’alcalinità del detersivo di neutralizzare il leggero attacco dell’acido sui metalli ADDITIVI: ACIDO CITRICO: Acido debole contenuto negli agrumi, in questo ambito utile come scioglicalcare e brillantante. ANIDRO = attivo al 100% perché è solo acido citrico MONOIDRATO = attivo al 90% (cioè c’è il90% di acido vero e proprio ed il 10% di acqua) TETRAIDATO = attivo al 60% (cioè il 60% è acido citrico ed il 40% è acqua). (queste percentuali di materia attiva lavante dovrebbero essere tenute presenti all’atto dell’acquisto della sostanza) Non ha odore, non lascia residui, non brucia sulle mani (è comunque buona norma usare i guanti); ha solo bisogno di un tempo un po’ più lungo per agire ma ha l’enorme vantaggio di essere l’equivalente del succo di limone! CITRATO DI SODIO: Il Citrato di sodio è un sale che ha la funzione di sequestrante/addolcitore, cioè riduce la durezza dell’acqua. In pratica, se viene aggiunto al lavaggio “sottrae”, rende “non disponibili” i sali di calcio e magnesio normalmente contenuti nelle acque, soprattutto se dure. Questo permette al tensioattivo di lavorare meglio e non si formeranno depositi insolubili. Tutti gli ingredienti possono essere acquistati, ma il citrato è veramente facile da autoprodurre: è un sale che deriva dalla reazione in acqua tra acido citrico e bicarbonato: 1500 g acqua distillata 360 g acido citrico anidro 500 g bicarbonato Aggiungere il citrico all’acqua distillata, quando si è completamente sciolto, versare lentamente, POCO PER VOLTA il bicarbonato perché si crea una forte effervescenza, niente di pericoloso, è solo che si produce anidride carbonica gassosa (CO2) che farebbe straripare tutta la soluzione se si aggiungesse troppo velocemente il bicarbonato. Prepararlo con pazienza, ogni tanto aggiungere bicarbonato e dare una giratina. Si consiglia di usare una pentola inox a bordi alti e di tenere la finestra aperta per far uscire la CO2, la pentola si raffredderà. La reazione è conclusa quando tutto il bicarbonato si è solubilizzato e non si forma più nessuna bollicina. Se ne possono ovviamente preparare quantità minori, l’importante è aggiungere bicarbonato fino a che la soluzione non “frigge” più e quindi è stato neutralizzato tutto l’acido citrico. Il pH finale deve essere 7 (neutro), significa che si è formato il sale (citrato) e non interferirà con il detersivo che invece ha un pH alcalino (maggiore di 7). Lo si trova anche in polvere. La percentuale di conversione polvere/liquido è del 40%, ovvero: 40 gr di citrato di sodio in polvere corrispondono a 100 gr di citrato di sodio liquido. N.B. Se non avete pesato accuratamente o usate un acido citrico non anidro, potrebbe rimanere un po’ di bicarbonato sul fondo. Non fa nulla, vorrà dire che il pH sarà un po’ superiore a 7. L’importante è che non ci sia residuo di acido citrico che invece farebbe diminuire il pH sotto a 7 e questo non va bene (perchè interferirebbe con il detersivo). DURATA PRODOTTO: un’eternità perché è una soluzione salina concentrata SODA SOLVAY Non è altro che carbonato di sodio e in abbinamento con i tensioattivi ha un grande potere sgrassante. Questo perché, essendo alcalinizzante, contribuisce ad aumentare il potere lavante dei tensioattivi. Quindi, aggiunta ad un detersivo piatti, si può utilizzare per lavare i piatti, i pavimenti della cucina. Va sempre risciacquato bene perché altrimenti lascia patina bianca. Non va bene sui materiali che temono la sua estrema alcalinità come l'alluminio. PERCARBONATO DI SODIO Carbonato di sodio su cui viene fatta cristallizzare una molecola di acqua ossigenata. Quando si scioglie in acqua libera appunto le due componenti ma perché si liberi l’ossigeno che igienizza bisogna che la temperatura dell’acqua sia superiore ai 40°C. (in alternativa bisogna acquistarne uno che contenga il TAED (Tetra Acetyl Ethylene Diamine) che è un attivatore e consente l’uso a temperature più basse). Si usa prevalentemente nel bucato, in questo ambito come pretrattante macchie. Non va mai addizionato all’’acido citrico perché si distruggerebbe.

mammachimica
Sat, 16 Jan 2021 12:26:01 GMT

brave e grazie Carla13 e Dido! :) :) :) l'ho letto e rimango perplessa solo dal passare il limone per la puzza di freschin..davvero funge? lo so, sono una rompiballe!!! 😅

Dido
Sat, 16 Jan 2021 14:38:37 GMT

> @mammachimica > l'ho letto e rimango perplessa solo dal passare il limone per la puzza di freschin..davvero funge? lo so, sono una rompiballe!!! Ciao Mammachimica grazie, con "turbo" Carla 13 nulla è impossibile 😀 Qui non è essere rompiballe, ma dare informazioni corrette. Quindi, ben vengano suggerimenti, critiche e domande. E' la mia via di fuga quando sono senza candeggina delicata. Certo, poi dipende come lo usa.... io ho l'abitudine di passarlo sulla/e stoviglie incriminate prima di metterle in lavastoviglie. Ora che mi ci fai riflettere, però, se la regola è quella di spruzzare la candeggina direttamente nel vano della lavastoviglie prima del lavaggio, allora..... non ne ho certezza. Toglieremo questo riferimento 😃

GemmaM
Sat, 16 Jan 2021 16:08:59 GMT

Ciao, Io metto i mezzi limoni avanzati (per esempio, quando si mangia pesce) direttamente nel cestello delle posate, e sull'odore finale trovo una buona differenza, non è perfetto ma è meglio...

Dido
Sat, 16 Jan 2021 17:33:31 GMT

Grazie Gemma, sai che non ci avevo mai pensato? È proprio vero che non si finisce mai di imparare 😀.

carla13
Sat, 16 Jan 2021 18:25:50 GMT

Bene, primo suggerimento accolto 👏👏👏!!

donag
Fri, 19 Feb 2021 21:14:53 GMT

Domanda: si può aggiungere la parte di manutenzione periodica della lavastoviglie? 😁

Dido
Fri, 19 Feb 2021 23:34:30 GMT

Ciao Dona, se per manutenzione intendi il lavaggio settimanale con percarbonato, lo trovi sotto il titolo "CURA LAVASTOVIGLIE". Dagli un occhio e dicci cosa ne pensi. Siamo ancora in tempo per cambiare e/o chiarire meglio il concetto. 🤗

donag
Fri, 19 Feb 2021 23:50:15 GMT

Scusami!! Ho letto curalavastoviglie e ho pensato ai prodotti senza leggere, colpa mia!!!!! Ottimo così!! Grazie mille!!!!! L'unica cosa: così ravvicinato? Non si parlava di farlo una volta al mese? Io sono..fuori legge😁

carla13
Sat, 20 Feb 2021 14:23:33 GMT

Va bene, aspetto ancora un giorno a pubblicare la versione definitiva dello schemino...così prima capiamo se è troppo ravvicinato 😁!

Dido
Sun, 21 Feb 2021 14:32:47 GMT

> @donag > L'unica cosa: così ravvicinato? Non si parlava di farlo una volta al mese? Io sono..fuori legge Ciao Dona, le tue domande non sono mai banali, ma sempre molto opportune. Fuori legge? Mah, dipende da te..... Il problema non è se la manutenzione - intesa come cura lavastoviglie, nello schemino è ravvicinato o no. Ma come io - utente, intendo rispondere all'esigenza di pulizia e manutenzione della mia lavastoviglie. E' un pò come quando cucini un piatto nuovo e mentre stai seguendo la ricetta dello chef, sai già che, per gusto personale, alcuni ingredienti non verranno inseriti....😀.... in pratica te la fai tua. Lo schemino, per sua natura, non può altro che seguire le linee guida che mano mano vengono date da Fabrizio alle varie problematiche. Ma come abbiamo già detto nella discussione con i bavaglini, non possono costituire una regola ferrea. Il problema vero è che troppo spesso ci siamo dimenticate di ricordalo. 🤗

Fabrizio ecobiocontrol
Mon, 22 Feb 2021 17:25:55 GMT

> @Dido > non possono costituire una regola ferrea assolutamente non può esserci nessuna rigidità, ci mancherebbe altro. Qui, al contrario, dobbiamo farci il vestito a nostra misura. In questi prodotti ed in queste procedure ci sono talmente tante variabili che si fa fatica a ricordarle tutte, dalla durezza dell'acqua al tipo di elettrodomestico eccetera, quindi un minimo di sperimentazione spetta ad ognuno di noi. Assolutamente. Ciao Fabrizio