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Butylphenyl methylpropional

Fabrizio ecobiocontrol
Mon, 11 Sep 2017 12:48:43 GMT

C'è bisogno di chiarezza perché, in alcuni siti, vengono date informazioni approssimative e scientificamente poco attendibili. La sostanza di cui parliamo è un allergene del profumo ed è questa la definizione che viene data. La stessa cioè del limonene, del geraniolo, di altre sostanze anche di derivazione vegetale. Tutti noi sappiamo perfettamente che quanto una di queste sostanze supera una determinata soglia essa deve essere trascritta in etichetta in modo che chi è allergico eviti il contatto. Il Butylphenyl methylpropional è molto di più di un allergene che può dare dermatiti da contatto. Prima di tutto è completamente sintetica, in natura non esiste proprio. I suoi identificativi o sinonimi, sono: Numero di CAS 80-54-6; Nome corrente: Lilial; Definizionei Einecs: 3-(4-tert-Butylphenyl)isobutyraldehyde; Nome INCI: Butylphenyl methylpropional. Ma l'aspetto più importante è la sua pericolosità. Non vi darò un parere qualsiasi ma vi allego l'estratto della scheda di sicurezza pubblicata da una ditta di specialità chimiche multinazionale: Lilial Ora a me pare fuorviante descrivere questa sostanza solo come allergizzante e non citare che è sospettata di causare malformazioni al feto. Ma scherziamo? Per questo l'abbiamo sempre bollinata doppio rosso, perché sappiamo di cosa stiamo parlando. A meno di non aver le idee super confuse NON è possibile dire che questa sostanza è un interferente endocrino. Questo per due buone ragioni: 1) Nessun studio, nessuna lista, neppure negli rigidi USA, ne ha stabilito l’appartenenza a questa classificazione. 2) Se anche fosse listata, ad esempio nel final report della UE (2007), attenzione che NON esiste una legislazione che contenga una lista di interferenti endocrini precisa ed indiscutibile. Quindi dire che questa o altre sostanze ipotizzate come interferenti endocrini è impossibile. Allo stato attuale, queste molecole si dovrebbero definire come “potenzialmente o probabilmente interferenti endocrini”, altrimenti si rischia che qualcuno ti dica di andare a discutere la cosa davanti ad un giudice. Sarebbe un voler provocare il panico senza alcun motivo (anche se qui di motivi ce ne sono molti ma questo non è definito). A sostegno dell’ultima tesi espressa sottolineo che solo l’anno scorso la UE ha stabilito i metodi per determinare se una sostanza è o non è un interferente endocrino. Chiunque può informarsi leggendo questa Bozza di documento: Brussels, 15.6.2016 - COM(2016) 350 final COMMUNICATION FROM THE COMMISSION TO THE EUROPEAN PARLIAMENT AND THE COUNCIL on endocrine disruptors and the draft Commission acts setting out scientific criteria for their determination in the context of the EU legislation on plant protection products and biocidal products Ciao Fabrizio