quickloox

Open full view…

L’arte della fuffa

Wed, 03 Aug 2016 16:35:56 GMT

frabelli
Wed, 03 Aug 2016 16:35:56 GMT

I "Social" lo sono solo per non fare nulla. Sono rimasto iscritto a FaceBook da quando è nato o poco dopo, per circa sei mesi, poi ho chiuso. Era un frame unico se si dissentiva da qualcuno, a cui eri collegato, quindi "amico". Se uno scriveva una cosa, che per me era come ad un incontro di "amici" sentire qualcuno che racconta una cosa, ribattere e rispondere, anche se il discorso non era rivolto direttamente a me. Per me era normale. Pazienza, ho capito cos'era e me ne sono andato senza rimpianti. Quindi la raccolta di adesioni per un progetto, anche interessate, FaceBook o altro sociale è... inutile, purtroppo.

frix01
Thu, 04 Aug 2016 05:34:39 GMT

Bel post ed interessanti considerazioni. Da tenere a mente. In aggiunta, a mio avviso, c'è da valutare con attenzione il fatto che la campagna – social – prevedeva che il _consumatore_ oggetto della campagna corrispondesse _realmente_ del denaro. Un _like_ costa niente, a meno, del pentimento (a posteriori) di averlo dato. E in quel caso ipotizzo che si possa anche revocare. Non voglio atteggiarmi a sociologo (che non sono) ma mi pare che il quadro delineato rispecchi un po' la situazione ecumenica del momento: tanti chiacchierano e pochi fanno per davvero. La mia impressione è che i social – così come impostati – assomiglino ad una sorta di _novella 2000_ digitale dove i protagonisti non sono solo i _vip_ ma possono esserlo – potenzialmente – tutti. Contando su curiosità da pettegolezzo e personalità non del tutto _risolte_.

Tom.my
Thu, 04 Aug 2016 07:05:18 GMT

Questo post sul "dietro le quinte" della campagna promozionale mi piace molto e vorrei che proseguisse con altri racconti. Non è la prima volta che finanzio qualcosa su Kickstarter: ho dato il mio contributo per produrre fumetti, gadget tecnologici, accessori per la fotografia o le riprese video, videogiochi e anche film; inoltre ho lavorato ai filmati delle campagne su Kickstarter di udoo.org. Ecco, detto questo, c'è una cosa che su di me non ha funzionato: il filmato per Cuore di Mela. Ho finanziato il libro, perché conosco Accomazzi e il filmato non ha migliorato la mia opinione; avrei voluto vedere esempi pratici piuttosto che un videoclip musicale.

Fabio Schiano
Thu, 04 Aug 2016 13:24:46 GMT

Perdonatemi, ma non sono minimamente d'accordo. Non per tutto e per tutti, ma i Social se utilizzati in una certa maniera (davvero lunga da spiegare qui) sono uno straordinario strumento promozionale. Vi potrei fare esempi reali e documentabili sia di casi in cui le inserzioni, chiamiamole genericamente così, hanno ad es creato un pubblico molto vasto, a cui vendere poi servizi, anche difficili da vendere, oppure generato in un anno 110.000 neutro di fatturato a fronte di una spesa di 300 euro.. così come potrei documentarvi per esperienza diretta casi, uno in particolare, in cui i Social e persino l'email marketing sono hanno prodotto risultai prossimi allo zero... Ma sarebbero in tutti i casi esempi errati, perché dal caso specifico si tenderebbe a configurare una tendenza generale, cioè "i Social funzionano/non funzionano"

Fabio Schiano
Thu, 04 Aug 2016 13:26:06 GMT

errata corrige: "oppure generato in un anno 110.000 euro di fatturato a fronte di una spesa di 3000 euro..

frix01
Thu, 04 Aug 2016 13:36:34 GMT

@Fabio Sarebbe interessante, invece, approfondire. Non saprei se qua o altrove. Se lo fai avverti che personalmente ti seguirò con attenzione. Mi interessa capire di più di queste cose. L'esempio del libro di Akko tratta di vendita di _cultura_ e di _sapere_, peraltro in una forma inusuale (spero ancora per poco). È un fatto pratico e reale in cui i social hanno _tirato_ poco. È un dato inconfutabile. Probabilmente – ma potrei sbagliare – nei casi cui ti riferisci si vendevano prodotti di qualche tipo, magari (la butto lì) di tendenza o di necessità. Magari un sito che vende _espadrillas_ a 1,5 € fa 50mila di fatturato. Ma è altro dal discorso del post. Anche se poi c'è l'autocritica – sempre nel post – di una campagna che può essere stata sbagliata nella progettazione e nella programmazione. Anche questo è un dato su cui riflettere. Va detto che la giacca di Akko nel video non ha certo aiutato! :-)

Tom.my
Thu, 04 Aug 2016 14:54:04 GMT

A Lucio e Luca, avete a disposizione il numero dei finanziatori aggiornato nel tempo? Per capire quale messaggio su Twitter, o quale intervento qui nel blog, abbia fatto aggiungere nuove persone. E sapete quanti finanziatori abbiano aumentato la propria offerta? Soprattutto sul finire della campagna, quando pensavamo di non farcela e abbiamo deciso di rinforzare il contributo.

briand06
Thu, 04 Aug 2016 17:55:56 GMT

Condivido, sarebbe molto interessante provare ad analizzare i dati temporali. Per quanto riguarda la campagna in sé, mi interesserebbe, e molto, leggere da Fabio (Schiano) come usare correttamente i social. Per quello che mi riguarda, ora che è tutto finito, vorrei dire che secondo me, a parte la canzoncina o la giacca o chissà cosa, potevano essere scelti meglio i livelli di prezzo. I pledge da 1 e 2 euro erano troppo ravvicinati e il gap fino ai livelli successivi a 19/25 euro troppo alto, impendendo l'acquisto impulsivo, magari con l'epub al posto del pdf. Il livello più equilibrato mi sembra il 2x1 a 55 euro. gli altri li tralascio perché sono troppo _specializzati_ (io per dire data la distanza, non ho presso in considerazione nemmeno per un secondo l'ipotesi cena). Però di queste cose ne capisco meno di zero e quindi è probabile che non abbia capito nulla di come funziona Kickstarter.

paoloo
Thu, 04 Aug 2016 19:16:35 GMT

Se Akko ha deciso di creare una versione del libro contenente valore aggiunto avrebbe dovuto dare una dimostrazione più tangibile di questo valore. Ad esempio per quanto riguarda le versioni elettroniche del libro, iBook Author permette di creare valore aggiunto tramite l'interattività multimediale, video, audio, oggetti manipolabili con il touch, e comunque stiamo parlando di una soluzione proprietaria. Volesse Akko ricreare tale interattività in formato libero ( si può fare, HTML + javascript ) e per l'occorrenza fornire esempi di tutto questo sul sito-vetrina del progetto, il lettore avrebbe avuto maggior incentivo probabilmente. Questa è la mia idea personale di valore aggiunto per un libro, che mi invoglierebbe a contribuire al progetto, può darsi che Akko abbia idee diverse e anche migliori dalle mie ma il fulcro, IMHO, sarebbe dare un saggio tangibile delle novità rispetto alla versione classica del libro. Come un immagine vale più di mille parole, anche una demo varrebbe di più di una sola descrizione su Kickstarter. IMHO